Torna a Perugia dal 5 al 9 aprile il Festival Internazionale del Giornalismo, il più importante media event del panorama internazionale, giunto alla sua XI edizione.

5 giorni, circa 250 eventi – tra incontri-dibattito, talk, interviste, film e documentari, presentazioni di libri, workshop, serate teatrali – oltre 600 speaker da 44 paesi diversi, e come sempre tutto rigorosamente a ingresso libero e in live streaming.

 

IJF è una grande newsroom mondiale, che produce un’immagine del presente in tempo reale, dove professionisti e non si incontrano e fanno giornalismo, informazione, costruendo un ricco e complesso racconto a più voci del mondo. Dall’America di Trump alla Filippine di Duterte, passando per l’Africa e il Medio Oriente e ovviamente l’Europa. E come sempre sarà una riflessione sui temi del giornalismo, i cambiamenti continui della professione, e l’occasione per raccontare le storie e i temi di attualità, le questioni che premono sulle nostre società, sul nostro stare insieme.

La Turchia di Erdogan e la libertà di informazione sotto attacco in tutto il mondo, l’Europa al bivio con Brexit e la spinta dei movimenti populisti, e la pericolosa tentazione di legiferare sulla verità per contrastare le fake news, in una presunta era della post-verità.

Si parlerà di Siria, di Africa, di Yemen -una delle crisi meno raccontate del Medio Oriente- e delle guerre e della povertà che spingono milioni di persone ad abbandonare i loro paesi. L’attivismo, i diritti umani, le cyberguerre, la guerra ai signori del narcotraffico, la crisi di fiducia nei media, il cambiamento climatico, la necessità di un giornalismo capace di parlare alle nuove generazioni “digitali”, il ruolo, i rischi e l’etica dei leak e del whistleblowing per il giornalismo.

E ancora: come migliorare l’alfabetizzazione alle news, fact-checking, data journalism, modelli di business e ruolo della filantropia nel presente e futuro dei media, ISIS e il ruolo delle donne nel terrorismo islamico, ricerca e università, la sfida degli algoritmi per il giornalismo e la democrazia, come raccontare l’emergenza terremoto, vaccini e la necessità di saper comunicare la scienza.

 

Quattro i Talk di 17 minuti affidati a personalità del mondo dei media e non solo, che porteranno al festival le loro storie, le loro esperienze, le loro riflessioni: Cameron Barr Managing Editor The Washington Post su La verità e i ‘fatti alternativi’: la sfida al giornalismo del Presidente Trump; Adam Mosseri Vice President of product Facebook -alla guida la sezione responsabile di News Feed che mostra contenuti rilevanti a 1,7 miliardi di persone- sarà al Festival per ‘svelare tutti i segreti’ del flusso di notizie del social network più popolare al mondo; Zaina Erhaim membro dell’Institute for War and Peace Reporting -organizzazione che sostiene i giornalisti nei paesi dove sono in corso conflitti- racconterà come Coprire la guerra in Siria da giornalista, attivista e donna; l’attivista Evan Greer, Campaign Director dei Fight for the Future, una delle voci più potenti della battaglia per la liberazione di Chelsea Manning, la whistleblower che diede nel 2010 a WikiLeaks accesso ai documenti che divennero alcune tra le maggiori pubblicazioni dell’organizzazione.

 

Tra i moltissimi ospiti stranieri, arriveranno a Perugia Mary Hamilton executive editor dell’audience del Guardian che si occupa di costruire e rafforzare il rapporto tra la testata e il pubblico, Aron Pilhofer titolare della cattedra James B. Steele in Innovazione Giornalistica alla Temple University, John Sweeney scrittore e giornalista -autore del documentario Trump – The Kremlin candidate? andato in onda su BBC Panorama a gennaio 2017- in un incontro con il giornalista investigativo russo Andrei Soldatov cofondatore e direttore del sito che monitora le attività dei servizi segreti russi Agentura.ru; Craig Newmark pioniere del web, relatore e filantropo, tra i più importanti nerd degli Stati Uniti, a dibattito con il direttore di La Repubblica Mario Calabresi sul tema Democrazia e media; il regista siriano Firas Fayyad che, attraverso i suoi film e documentari, racconta i problemi della Siria contemporanea e le trasformazioni politiche nel mondo arabo.

Ci saranno Mark Thompson Presidente e amministratore delegato della New York Times Company dal novembre 2012, Mohamedou Slahi (in collegamento via skype) arrestato per errore e detenuto in cella d’isolamento a Guantanamo per 15 anni senza nessuna accusa, in nome della sicurezza e della lotta al terrorismo, Ece Temelkuran giornalista, commentatrice politica e scrittrice turca, licenziata dal quotidiano Milliyet per aver riportato il massacro che ha lasciato dozzine di cadaveri di bambini curdi al confine tra Turchia e Iraq.

E ancora, Richard Colebourn direttore della redazione del Medio Oriente di BBC News, Gulsin Harman coordinatrice per la Turchia del progetto On the Line, dedicato alla libertà di stampa e promosso dall’International Press Institute, Christina Elmer direttrice del data journalism team di SPIEGEL ONLINE, Owen Jones Editorialista del Guardian, Claire Wardle di First Draft News, non-profit dedicata alle sfide che l’era digitale pone in termini di fiducia e veridicità.

Incontreremo la direttrice di Buzzfeed UK Janine Gibson, direttrice di Guardian USA dal 2011 al 2014 -periodo in cui ha supervisionato le rivelazioni di Edward Snowden sul Datagate-, Renée Kaplan del Financial Times dove è head of audience engangement, responsabile del team che migliora la portata e l’impatto della testata, Richard Gingras direttore delle news e dei social di Google, Aine Kerr manager global journalism partnerships Facebook, dirige le partnership giornalistiche a livello mondiale e supervisiona una squadra che sviluppa prodotti, strumenti e servizi per giornalisti.

Il violinista Alaa Arheed racconterà la sfida di AlphaArt.org, la piattaforma fondata da lui e Isaac de Martin con lo scopo di sostenere iniziative sociali, umane e culturali per aiutare le persone che hanno subito violenze e guerre; seguirà il concerto Mani Forti dell’Adovabadàn Jazz Band.

 

Molti anche gli ospiti italiani tra cui l’inviato dell’Espresso Emiliano Fittipaldi che spiegherà i trucchi e i segreti che gli hanno permesso di scrivere alcune delle inchieste giornalistiche più importanti degli ultimi anni da Vaticano a Raggi; Riccardo Iacona insieme a professori Roberto Burioni e Andrea Grignolio su L’importanza dei vaccini e il superamento di disinformazione e paure; Giovanni Floris sul tema del bullismo, partendo dal suo ultimo romanzo “Quella notte sono io”.

Ci saranno i genitori di Giulio Regeni, Claudio Regeni e Paola Deffendi Regeni, che continuano la ricerca della verità sulla morte di Giulio assieme ad associazioni umanitarie come Amnesty International, schierandosi in prima linea per i diritti umani; Corrado Formigli e la giornalista corrispondente di Al Jazeera English Barbara Serra in dialogo sul Perché non sconfiggiamo il califfato nero; si parlerà di Biotestamento, eutanasia e suicidio assistito con Marco Cappato, attivista per l’eutanasia legale e Giuseppe Englaro padre di Eluana Englaro.

Incontreremo anche Roberto Saviano, Enrico Mentana, Ilaria Cucchi, Lirio Abbate, Sergio Rizzo, Monica Maggioni, Beppe Severgnini, Lucia Annunziata, Marco Travaglio; torna a IJF Milena Gabanelli per un Omaggio ai 20 anni di Report e, per la prima volta ospite al Festival, Carlo Lucarelli uno dei più importanti e amati maestri del noir italiano.

 

Giulia Innocenzi e Giuseppe Cruciani in un Incontro-scontro fra vegetariani ed onnivori; lo scrittore Wu Ming 1, il fumettista Zerocalcare e Leonardo Bianchi di VICE Italia, sulle nuove frontiere del reportage contemporaneo tra romanzi, fumetti e inchieste online; il cantautore Manuel Agnelli in un’intervista con Luca Valtorta sul ruolo dei media tradizionali nel mondo dello Spettacolo, e il compositore e arrangiatore Beppe Vessicchio presenterà il suo primo libro, il saggio pop “La musica fa crescere i pomodori”.

Immancabile Diego Bianchi, in arte Zoro, con Gazebo Live! insieme alla sua originale ‘compagnia di giro’, quest’anno per la prima volta dal palco del Teatro Morlacchi; si parlerà di sport con il doppio appuntamento per gli amanti del calcio: la semifinale di ritorno della Tim Cup Napoli-Juventus e uno speciale di Tiki Taka targato #ijf17 con Pierluigi Pardo e i suoi numerosi ospiti; ed entreremo nell’universo parallelo della post-falsità scoprendo come le storie partorite dalla fantasia malata di un manipolo di satirici psicolabili possano diventare più vere del vero… con Alfonso Biondi, Vittorio Lattanzi, Andrea Michielotto e Stefano Pisani di Lercio.it.

Tra le presentazioni di libri: “Bulletproof diaries. Storie di una reporter di guerra” di Barbara Schiavulli; “Morte, immortalità e oblio sui social network” di Giovanni Ziccardi; “Avremo sempre Parigi” di Serena Dandini; “Le lupe” esordio narrativo della giornalista Flavia Perina; “Università futura. Fra democrazia e bit” di Juan Carlos De Martin, professore del Politecnico di Torino e condirettore del Centro NEXA.

 

Il festival offre anche quest’anno moltissimi workshop -oltre 50, gratuiti aperti a tutti non solo ai giornalisti-, per permettere ai partecipanti di affinare le proprie competenze di diverse aree.

Tornano gli appuntamenti di Hackers’ Corner (i maggiori esperti italiani insegnano tecniche e strumenti per la sicurezza delle fonti e nella comunicazione giornalistica), Law&Order, una serie di workshop specifici per approfondire e prepararsi agli aspetti giuridici della professione e il filone Data Journalism e Fact-checking. Quest’anno inaugurato il filone dedicato all’engagement: al coinvolgimento, alla partecipazione degli utenti, lettori, cittadini. E tutta una serie di appuntamenti dedicati alla media literacy, anche per i più piccoli con due appuntamenti su giornalismo e su coding per bambini e ragazzi fino ai 14 anni.

Previsti anche i workshop formativi tenuti da First Draft Media, Amazon, Facebook e Google.
I documentari: I love Dick, tratto dall’omonimo libro culto femminista di Chris Kraus; saranno proiettati in anteprima al festival i primi due episodi della serie targata Amazon, con protagonisti Kevin Bacon, Kathryn Hahn e Griffin Dunne.

In collaborazione con Netflix: Nobody speak, un film sui pericoli e i doveri dell’informazione in un’era di disuguaglianze, e Caschi Bianchi, vincitore nel 2017 del Premio Oscar per il Best Documentary Short.

In anteprima a Perugia, il documentario firmato da Carlo Bonini e Giuliano Foschini Omicidio di Stato al Cairo. Il sequestro, la tortura e l’assassinio di Giulio Regeni. Realizzato da La Repubblica e 42° Parallelo.

 

In diretta da Perugia Luca Bottura con Lateral – Radio Capital; Stampa & Regime con Massimo Bordin di Radio Radicale e Voci del Mattino – Radio1, con Paolo Salerno.

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