Sono passati 13 anni dalla morte del regista polacco Jerzy Grotowski, maestro incontestato del teatro sperimentale degli anni Sessanta che ha cambiato la concezione del teatro e della formazione dell’attore. E sono passati 22 anni dalla scomparsa di Ryszard Cieslak, l’attore che ha incarnato i metodi del Teatro Laboratorio di Wroclaw e che ha superato tutti i possibili limiti della recitazione. L’esposizione Il geroglifico di un soffio è un omaggio a questi due grandi artisti, ma anche ai loro compagni del Teatr Laboratorium di Wroclaw. La mostra organizza e seleziona un’enorme serie di note di lavoro prese in forma di schizzi e disegni da Serge Ouaknine che dal 1966 al 1967 ha partecipato, prima come uditore e poi come collaboratore, a tutti i lavori del Teatr Laboratorium. Questi materiali, per la maggior parte inediti, sono una preziosa testimonianza dei metodi di lavoro di Grotowski e dei suoi compagni. Per la prima volta i disegni verranno esposti in forma organica e coordinata basata su tre temi: Il Principe costante, Akropolis e il training per Apocalypsis cum figuris. Serge Ouaknine è stato il primo francese a lavorare con Grotowski dal 1966 al 1967. Il suo studio sul Principe costante pubblicato nel 1970 nella collana “Les Voies de la Création Théâtrale”, del CNRS, illustrato da una partitura grafica da lui stesso disegnata, gli ha permesso di restituire, comprendere e analizzare la struttura di uno spettacolo complesso costruito con prodezze magistrali e raffinatissime tecniche recitative. La partitura originale ricostruisce le fasi dell’intero spettacolo ed è composta da da 87 disegni riuniti in una striscia di carta lunga 13 m che sarà esposta nel nuovo spazio polifunzionale delle Scuderie della Casa dei Teatri. Accanto alla partitura troveranno posto un numero considerevole di disegni e note di lavoro inedite, testimonianze grafiche di eccezionale importanza perché prese durante il vivo del lavoro di Grotowski con gli attori. Tali documenti, oltre allo spettacolo del Principe Costante, riguardano le prove per la ripresa di Akropolis nonché una parte significativa del lavoro di preparazione per l’ultimo spettacolo di Grotowski Apocalypsis cum figuris. In quest’ultimo caso i disegni non rappresentano un risultato finito, ma testimoniano il processo organico degli attori, la trasformazione delle sequenze dei movimenti verso una forma organica che più tardi decanterà nella partitura dello spettacolo. Così come una caricatura rivela i tratti decisi di un volto, i disegni di Ouaknine riescono, con una sicurezza prodigiosa, a trasferire nella rapida sintesi del suo segno grafico la quintessenza della dinamica e del respiro dei corpi. Sembra di vedere materializzato il “geroglifico di un soffio” con cui Antonin Artaud voleva ricreare l’idea di un teatro sacro. Accanto ai disegni di Ouaknine l’esposizione prevede la proiezione integrale del film realizzato da Ferruccio Marotti dello spettacolo del Principe costante. Il documento è stato ricavato dalla sincronizzazione di una pista sonora registrata al festival dei due Mondi di Spoleto nel 1967 e un girato muto depositato nell’archivio del Teatr Laboratorium realizzato durante una tournée da una troupe televisiva. La sovrapposizione delle due repliche (sonora e visiva) dello spettacolo è costata un lungo lavoro condotto negli anni Settanta a Roma da un’équipe diretta da Ferruccio Marotti a cui partecipava lo stesso Cieslak. Il risultato è stato sorprendente. La sincronizzazione eseguita sui respiri degli attori ha permesso la ricostruzione dello spettacolo ed ha conservato un documento preziosissimo su uno spettacolo che ha segnato il teatro della seconda metà del Novecento. Il geroglifico di un soffio, ospitata presso la Casa dei Teatri e le Scuderie della Casa dei Teatri di Roma dal 24 marzo al 3 maggio 2012, è un’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro storico di Roma Capitale, da Biblioteche di Roma e dal Teatro di Roma, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Istituto Polacco, dell’Istituto Grotowski e dell’Accademia di Belle Arti di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. La cura della mostra è di Guido Di Palma e Luisa Tinti. Allestimento di Claudia Federici. Grafica di Marco Maciariello. L’ingresso è libero.

CASA DEI TEATRI E SCUDERIE (Villa Doria Pamphilj-Villino Corsini)

Largo 3 giugno 1849 angolo via di San Pancrazio – ingresso Arco dei Quattro Venti

fino al 31 marzo ore 10:00 – 17:00

dal 1° aprile ore 10.00 – 19.00

dal martedì alla domenica

INFOLINE 060608 – 0645460693

www.casadeiteatri.culturaroma.it – www.bibliotechediroma.it  – www.teatrodiroma.net

Ingresso Libero


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